MASSERIA CAPITANO

Completamente rinnovato e ristrutturato negli ultimi anni questo complesso, non lontano dall'abitato di Melendugno,conserva ancora un corpo a torre che serviva a dare sicurezza agli abitatori pur non presentando le caratteristiche di una vera e propria torre,che,rinforzata sul fianco sud da un robusto muro di sostegno,consiste in un piano terreno con copertura a botte ed un piano superiore al quale si accede attraverso una stretta rampa di scale in muratura.Originale anche se completamente intonacato risulta il coronamento merlato dei parapetti a secondo piano.


MASSERIA CARLEO

Tra i pochi ad essere ancora abitati e' il complesso della masseria Carleo che,in tempi passati,oltre che fungere da dimora per i massari,ospito' quella nobile famiglia leccese degli Stomeo nelle stampe soprane del palazzo che un Giuseppe,straordinario governatore della citta' della lupa nel 1775 76,al tempo del governo dei sei,intorno al 1749,possedeva con i restanti beni e territori,secondo il catasto onciario melendugnese.

Dal millesimo inciso sul primo pluviale a sinistra del prospetto rivolto ad est si evince che il palazzotto fu fatto costruire nel 1724,molto probabilmente dal gia' citato Giuseppe Stomeo.Alcuni anni dopo nel 1732,data questa riportata sull'architrave dell'ingresso,fu eretta una cappelluccia absidata su cui si distinguono ancora le ultime tracce degli originari affreschi,attaccante il palazzotto sul lato sinistro del portone che,protetto dal suo piombatoio,immetteva nella masseria e appena varcato faceva scorgere l'imponente mole di una torre la cui esistenza, denunciata nell'Onciario,si protrasse fino al 1951 quando,ormai fatiscente ed erosa nei parametri murari,improvvisamente crollo' notte tempo.

Del complesso fanno parte ancora altre due cappelle di cui la prima,attaccante il palazzotto,costruita intorno il 1920 di fronte all'antica e di questa un po' piu' grande,la seconda posta lungo lo stradone che,lasciata la strada Melendugno San Foca ,immette alla masseria,costruita probabilmente intorno alla meta' dell'Ottocento.




MASSERIA CARROZZI

Il complesso di notevoli dimensioni,risulta dall'insieme di diversi corpi di fabbrica che,risalenti a differenti periodi,hanno subito negli ultimi anni radicali interventi di restauro e ristrutturazione.

Tra questi vi e' una torre che documentata nel catasto settecentesco di Roca,e' immediatamente riconoscibile per il basamento a scarpa sporgente dal filo della muratura dei vani adiacenti e per la tipica struttura muraria.

La torre comprende il piano terra ed il piano superiore al quale si accede attraverso una stretta e ripida scala in muratura ricavata  nello spessore della muraglia in corrispondenza del prospetto est,lo stesso sul quale si apre la porta di ingresso:soluzione favorita dalla presenza di muraglie di notevole spessore che,nel caso in questione sfiora il metro e mezzo.

Della masseria fa parte una piccola cappella con unico altare in pietra leccese elegantemente scolpito e datato 1768 nel paliotto,con l'arme dei Santoro.

MASSERIA CARRARE

Ubicata a breve distanza dal centro abitato di Borgagne,in direzione est,non presenta particolari apprestamenti difensivi.Puo' essere pero' considerata come opera atta alla difesa e capace di fornire una certa sicurezza ove si tenga conto della non casuale presenza di un corpo a torre,in posizione centrale rispetto all'organismo principale,comprendente un piano terra ed un primo piano,privo di finestre e con unico ingresso.

MASSERIA COVIELLO

Di notevoli dimensioni ed un tempo capace di ospitare diversi nuclei familiari di contadini e pastori e' il complesso della masseria Coviello,risultante per successiva aggrgazione di diversi corpi di fabbrica di differente epoca e destinazione.

Chiaramente riconoscibile tra i vari elementi e' quello centrale a torre l'unico provvisto del piano superiore al quale si accede attraverso una stretta rampa di scale cuntenuta nello spessore murario.

Il corpo a Torre che si differenzia dalle torri vere e proprie di cui abbiamo visto essere dotate altre masserie,puo' essere datato a cavallo tra il XVII ed il XVIII secolo.Nel 1749 il complesso della masseria Coviello era accatastato congiuntamente ad una serie di terreni parte seminativi e parte macchiosi destinati a pascolo,la cui estensione raggiungeva la ragguardevole somma do trecento tomoli.