Da Melendugno la frazione di Borgagne dista appena 4 km;ci arriviamo attraversando una compatta distesa di ulivi antichissimi,frazionata da alti muri di pietrame a secco come i geometrici volumi delle non rare costruzioni rurali,spesso di notevoli dimensioni.Avvicinandoci al piccolo centro la linea monotona del paessaggio, sulla nostra destra si anima leggermente per la presenza di modeste alture, mentre diventano piu' frequenti i residui lembi di odorosa macchia mediterranea tra i quali emergono,annose, diverse varieta' di querce.

La rettilinea Via Lecce ci conduce nel centro abitato:come fondale avremo l'alta facciata della parrocchiale che prospetta solitaria su piazza Sant'Antonio.Ma prima di giungere in questo largo noteremo a cominciare dal numero 18 una serie di abitazioni cinquecentesche,un tempo facenti parte di un unico complesso,con cospicui resti di elementi fortificati.La presenza di certi particolari architettonici e' significativa per vari motivi;sottolineano soprattutto la particolare posizione del centro,vicinissimo alla costa e percio' soggetto a continui assalti pirateschi,quindi la necessita' di fortificare anche le piu' umili residenze.

Il centro fu formidabile piazzaforte anche per la presenza del robusto castello strutturato agli inizi del Cinquecento e assunse la medesima funzione strategica che,pochi km piu' a Nord aveva la cittadella fortificata di Acaya.


Non e' un caso quindi che il 1447 Borgagne contasse 34 fuochi contro i 25 di Melendugno,ne e' casuale che qualche decennio dopo,precisamente il 18 giugno del 1464,il centro con relativo feudo fosse concesso all'ostunese Gaspare Petraroli,uno degli uomini piu' influenti dell'ormai disciolto principato di Taranto.Il figlio di costui Bellisario,il 24 luglio del 1494 ebbe confermato in perpetuo da Alfonzo II il possesso dei casali di Borgagne e Pasulo e di quello disabitato di S.Salvatore del quale rimaneva in piedi la Chiesa.

In Piazza e prima di svoltare a sinistra per Via Concilio Laterano,visitiamo la chiesa parrocchiale che dell'edificio cinquecentesco consacrato il 1584,conserva soltanto la parte absidale.

Il robusto portale, di chiara matrice neretina,e' datato 1611;ad unica navata, coperta a volta soltanto il 1780 86,ha quattro altari,due per lato.Nel retrospetto della facciata si ammirano due opere tardosettecentesche,la pila dell'acqua lustrale e il fonte battesimale.

Il primo altare a destra e' quello del Crocifisso;su quello a sinistra dell'Immacolata una lunga epigrafe del 1788 ricorda il vecchio titolo dell'altare (San Giuliano) ed il nome del committente (Carmine Pino).


Sullo stesso lato segue il settecentesco altare di S. Antonio,di fronte e' l'altare (1786) della Vergine del Rosario e Santi;un ovale in alto raffigura i Martiri di Otranto.

La tela di quest'altare coeva a quella con il medesimo soggetto(1630)nella parrocchiale di Corigliano d'Otranto,riporta in basso una stupenda raffigurazione di Borgagne nella prima meta' del '600.

Imboccando Via Concilio Laterano la strada che porta alla marina di S. Andrea troviamo una serie di edifici con notevoli tracce cinquecentesche,rimaneggiati nel corso del '700,ricchi di elementi fortificati:al civico 24 vi e' una delle residenze dei Pino datata1759,dal 32 al 34 piccole case a corte in grave stato di abbandono e tra queste quella che fu l'antica bottega di un fabbro.


All'incrocio di via Castello c'e' un eccezionale casa torre cinquecentesca con colonna angolare:scomparse,tranne che nell'attigua corte,le caditoie, rimane integro il coronamento ad archetti pensili di notevole valore decorativo;sui due lati,in alto, possiamo leggere,i monogrammi di Cristo e della Vergine.Sull'arco di ingresso della stessa corte al civico 33 di via Concilio Laterano,troviamo un iscrizione latina fatta apporre dal proprietario che si dichiarava felice di poter continuare ad abitare in quella casa.

Imboccando via Castello, proprio di fronte all'ingresso dell'edificio,c'e' la cappella del Rosario dal semplice prospetto a capanna.Tornando indietro in vial Concilio laterano in corrispondenza di via Elia  e proprio in Piazza del Carmine prospetta l'omonima chiesa del 1619 che e' quanto rimane del complesso conventuale che i Carmelitani tennero in vita fino al 1625 (in questi anni il feudo era passato dagli Zimara agli Spinola).

All'interno tre altari privi di tele;sull'altare maggiore ai cui lati vi sono le statue di Sant'Agata e Santa Lucia ed un iscrizione latina.Sull'altare dell'Immacolata decorato con puttini fiori e frutti vi e' un altra iscrizione latina.

Nella Zona absidale che sembra appartenere ad un edificio piu' antico si conserva un affresco della vergine che contiene ,in basso,un paesaggio urbano che potrebbe essere una ulteriore raffigurazione seicentesca di Borgagne,il cui stemma civico compare scolpito sul portale del sacro edificio.

Poco dopo quest'edificio al civico 93 siamo in via Sant' Andrea c'e' un altro stemma dei Pino datato 1743.Se proseguiamo oltre  solo qualche chilometro dopo l'abitato verso la marina il paesaggio muta radicalmente come la vegetazione che fin qui l'aveva connotato.

Tornando indietro il paese ci riserva piacevoli sorprese,nei pressi della parrocchiale inboccando via IV Novembre l'antica strada per il Casale di Pasulo ; noteremo alcune case a corte dal civico 28 al 30,una robusta casa torre cinquecentesca al numero 34 con finestre animate da cornici bugnate e quasi di fronte al 39 c'e' un semplece portalino con una scritta in carattere corsivo e grossolano.