Melendugno (Melendugnu o Malandugnu in dialetto Salentino) è un comune italiano di 10 008 abitanti della provincia di Lecce, in Puglia.

Situato nel Salento centro-orientale, è posizionato tra il capoluogo e Otranto, distanti rispettivamente 18 km e 22 km. Centro agricolo, possiede un vasto feudo e beneficia del notevole flusso turistico legato alle sue marine (Torre Specchia Ruggeri, San Foca,Roca, Torre dell'Orso, Sant'Andrea), poste lungo la costa adriatica salentina. Comprende la sola frazione di Borgagne situata a 4 km dalla costa.


Territorio

La cittadina di Melendugno, situata nell'entroterra a sud-est di Lecce, sorge a 36 mslm e dista 6,5 km dalla costa adriatica. Il territorio comunale, il quarto più esteso della provincia dopo Lecce,Nardo' e Ugento, occupa una superficie di 91,03 km² e confina a nord con il comune di Vernole, a est con il Mare Adriatico, a sud con il comune di Otranto, a ovest con i comuni di Carpignano Salentino e Calimera. Comprende la popolosa frazione di Borgagne.

Si affaccia sul mare con un litorale di oltre 15 km compreso fra Torre Specchia Ruggeri, a nord, e Sant'Andrea, a sud. Il litorale, caratterizzato da un susseguirsi di spiaggette, insenature, dune e calette e dalla presenza di piatti isolotti nella zona settentrionale e di faraglioni in quella meridionale, ospita ampie aree pinetate e diverse specie arbustive della macchia mediterranea. Dalla costa melendugnese talvolta è possibile vedere ad occhio nudo l'isola di Saseno e i rilievi montuosi dell'Albania. 

Dal 2010 al 2019 le marine melendugnesi hanno ottenuto ogni anno il riconoscimento Bandiera Blu.

        




Le prime testimonianze abitative nel territorio di Melendugno sono riconducibili all'eta' del Bronzo; risalgono a quest'epoca i due dolmen Placa e Gurgulante individuabili nelle immediate campagne della cittadina in direzione di Calimera.
Il primo insediamento abitativo vero e proprio è rappresentato invece da Roca Vecchia. Il sito, frequentato sin dalla preistoria, sorse come città fortificata già nel XV XI a.C.

Ricostruita dalle popolazioni messapiche nel VI III secolo a.C., il cui nome pare fosse Thuria Sallentina, venne abbandonata in epoca romana e nuovamente abitata nell'Alto Medioevo da ancoreti, provenienti perlopiù dall'Impero Romano d'Oriente, che col tempo costituirono una comunità, abitando in una serie di grotte scavate nel calcare. Agli inizi del XIV secolo, Gualtieri di Brienne, conte di Lecce, ricostruì Roca facendone una città fortificata, ma nel 1480 subì le incursioni turche. Liberata nel 1481, divenne successivamente rifugio di corsari barbareschi, tanto che nel 1544 Ferrante Loffredo, governatore della provincia di Terra d'Otranto, dette l'ordine di raderla al suolo.

La distruzione di Roca Vecchia determinò la nascita, nell'entroterra, di un piccolo villaggio Roca Nuova abitato fino al XIX secolo, quando fu abbandonato definitivamente a causa delle condizioni malsane della zona circostante.

Per quanto riguarda il centro urbano di Melendugno, pare abbia avuto origine verso l'XI secolo con l'arrivo dei Normanni, successivamente al periodo delle guerre tra Saraceni e Greci. Sotto i Normanni, i monaci basiliani si stanziarono sul territorio costruendo cripte e abbazie e sviluppando l'agricoltura e la letteratura. A Melendugno fondarono l'Abbazia di San Niceta, i cui resti sono rappresentati dalla piccola chiesa situata nei pressi del cimitero.
Come per gli altri centri del Salento, anche Melendugno conobbe le vicende feudali. Intorno al 1335 apparteneva ai Garzya, poi fu la volta dei Del Saba e dei De Palacis. Nel XIV secolo fu acquistato dai Paladini, il cui ramo principale si estinse con la morte di Giorgio Antonio nel 1656. Passò ai Maresgallo e quindi nel 1680 ai D'Afflitto che regnarono per breve tempo in quanto costretti a vendere il casale ai D'Amely per saldare i debiti contratti. I D'Amely regnarono su Melendugno fino al 1806, anno in cui Giuseppe Bonaparte abolì la feudalità nel Regno di Napoli.


Scoperto dal Palumbo nel 1909, il dolmen posa su un banco di roccia affiorante ed è alto 85 cm. Presenta una lastra di copertura irregolare (secondo i rilievi di Cosimo De Giorgi di 205 x 160 x 158 x 170 cm) che poggia solo su 4 dei 7 piedritti osservati dal De Giorgi. Tale lastrone è variabile in spessore da 40 cm sul lato a W fino a 17 cm su quello a E. Due dei 4 ortostati presentano lesioni verticali e un albero di ulivo selvatico si è sostituito nella funzione statica di sostegno al piedritto a S che ha spostato di alcuni  cm di distanza dal lastrone. Una cuppella di 15 cm di diametro e di 20 cm di profondità è scavata sulla superficie del lastrone a W. L'apertura del megalite è collocata a SW. Si rinviene sulla provinciale per Calimera nel fondo Placa.

Dal punto di vista meteorologico Melendugno rientra nel territorio del Salento orientale che presenta un clima mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +24,7 °C. Le precipitazioni, frequenti in autunno ed in inverno, si attestano attorno ai 626 mm di pioggia/anno. La primavera e l'estate sono caratterizzate da lunghi periodi di siccità.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del Salento orientale sono influenzati fortemente dal vento attraverso correnti fredde di origine balcanica, oppure calde di origine africana